Ospitale Omozzoli Parisetti e Oratorio dei Santi Pellegrino E Rocco

L’Ospitale Omozzoli Parisetti si trova in via Toschi, nel centro storico di Reggio Emilia, e custodisce una delle più antiche testimonianze cittadine di accoglienza e assistenza, insieme all’Oratorio dei Santi Pellegrino e Rocco.

Note storiche

L’Ospitale Omozzoli Parisetti fu fondato il 15 dicembre 1410 dal notaio Matteo Omozzoli con il nome di Ospedale di Santa Maria della Carità. Destinato all’accoglienza di pellegrini, viandanti, poveri e infermi, rappresenta un esempio straordinario di continuità storica: dopo oltre sei secoli, l’antica istituzione mantiene la propria funzione assistenziale come struttura residenziale per anziani.

[show_more more= “Leggi tutto” less=”Riduci”]

La fondazione è legata alla famiglia Omozzoli Parisetti, discendente da una stirpe di mercanti che, a partire dal XV secolo, si affermò progressivamente tra le famiglie più influenti di Reggio Emilia. Matteo Omozzoli, entrato a far parte del notariato e delle principali magistrature cittadine, istituì l’Ospitale nei locali adiacenti al palazzo familiare, nella vicinia di San Raffaele.

L’iniziativa si inseriva nella tradizione medievale dell’ospitalità e della carità cristiana, anche in relazione a un pellegrinaggio votivo a sant’Antonio di Vienne. L’Ospitale accoglieva pauperes viatores, peregrini et infirmi, offrendo ricovero, vitto e assistenza, e provvedeva inoltre alla distribuzione di elemosine, alimenti e indumenti alle persone bisognose.

Nel corso dei secoli, l’istituzione si adattò alle trasformazioni delle pratiche assistenziali e alle esigenze della città.

Nel 1767, nell’ambito delle riforme promosse dal duca Francesco III d’Este, l’Ospitale venne soppresso nella sua forma originaria e le sue rendite furono destinate al sostegno dei poveri reggiani. La sua vocazione assistenziale, tuttavia, non si esaurì: attraverso successive trasformazioni, il complesso ha conservato fino ai nostri giorni la funzione di luogo di cura e accoglienza.

L’Omozzoli Parisetti costituisce così una testimonianza particolarmente significativa della storia della solidarietà a Reggio Emilia, essendo uno dei pochi antichi ospitali italiani ancora attivi nella propria sede storica.

[/show_more]

Architettura

Il complesso dell’Omozzoli Parisetti si sviluppa lungo via Toschi e comprende l’antico palazzo della famiglia, gli ambienti storicamente destinati all’assistenza e l’Oratorio dei Santi Pellegrino e Rocco.

L’edificio presenta una facciata di impianto regolare, scandita da due ordini di finestre e caratterizzata da un linguaggio architettonico sobrio ed elegante. La struttura attuale testimonia le trasformazioni intervenute nei secoli, pur conservando importanti tracce delle sue origini quattrocentesche.

[show_more more= “Leggi tutto” less=”Riduci”]

Di particolare interesse è la presenza, sopra l’antico ingresso dell’Ospitale, oggi corrispondente all’accesso dell’Oratorio, di una lapide marmorea che ricorda la fondazione del 15 dicembre 1410.

Sulla facciata si conserva inoltre un’immagine ad affresco della Madonna con il Bambino, risalente al XV secolo, legata alla dedicazione originaria dell’Ospedale a Santa Maria della Carità.

Queste testimonianze costituiscono elementi preziosi per la lettura storica del complesso e documentano il rapporto tra l’architettura, la funzione assistenziale e la devozione religiosa.

[/show_more]

L’interno: l’Oratorio dei Santi Pellegrino e Rocco

L’Oratorio dei Santi Pellegrino e Rocco fu edificato nel 1699 per volontà e a spese del conte Paolo Omozzoli Parisetti, esponente di una famiglia che aveva ottenuto il riconoscimento della propria nobiltà nel corso del Seicento.

La costruzione occupa lo spazio originariamente destinato all’ingresso dell’Ospitale, trasformato in luogo di culto. La scelta della collocazione e della dedicazione ai due santi protettori dei pellegrini e dei malati esprime il legame tra la dimensione spirituale e quella assistenziale dell’istituzione.

La devozione a san Rocco assumeva inoltre un particolare significato nella memoria cittadina, ancora segnata dalla grande epidemia di peste del 1630.

Altare della cappella
Particolare altare della cappella, Madonna e i Ss.mi Pellegrino e Rocco .

 

[show_more more= “Leggi tutto” less=”Riduci”]

Il patrimonio artistico

L’interno dell’Oratorio conserva una raffinata decorazione di gusto settecentesco, caratterizzata dalle tonalità delicate delle pareti, dagli stucchi bianchi e dorati e da un articolato apparato pittorico.

I restauri hanno restituito leggibilità alle decorazioni e consentito di riconoscere l’unitarietà del programma iconografico, dedicato al tema del pellegrinaggio e del viaggio spirituale.

S. Filippo battezza l’eunuco della regina Candace.
[show_more more= “Leggi tutto” less=”Riduci”]

Il patrimonio pittorico dell’Oratorio comprende un ciclo di tele raffiguranti episodi della storia sacra, accomunati dal tema del viaggio, dell’incontro e del pellegrinaggio.

Tra le opere conservate si segnala il dipinto raffigurante San Filippo che battezza l’eunuco della regina Candace, episodio tratto dagli Atti degli Apostoli, nel quale il viaggio diviene occasione di incontro e conversione.

Di particolare interesse è inoltre il piccolo dipinto ovale raffigurante San Giorgio, recuperato durante i restauri e ricollocato nella sua posizione originaria sopra la Pala d’altare.

Il santo vi è rappresentato con un modellino della chiesa di San Pellegrino in Alpe, importante luogo di devozione e accoglienza situato lungo gli itinerari di attraversamento dell’Appennino, presso il passo delle Radici.

La raffigurazione costituisce una testimonianza del legame spirituale e territoriale tra l’Ospitale reggiano e il santuario appenninico, documentando la rete storica dei percorsi di pellegrinaggio.

All’interno dell’Oratorio è conservato anche un organo storico, datato 1678.

La famiglia Omozzoli Parisetti ebbe inoltre un ruolo significativo nella storia del collezionismo artistico reggiano. Tra Seicento e Settecento costituì un’importante quadreria privata, comprendente opere di protagonisti della pittura emiliana, tra cui il Guercino e Luca Ferrari.

La collezione, progressivamente dispersa tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, rappresenta una testimonianza del prestigio sociale e degli interessi culturali della famiglia. Le ricerche storico-artistiche hanno permesso di ricostruirne almeno in parte la consistenza, restituendo alla storia cittadina un capitolo significativo del collezionismo reggiano.

[/show_more]

I restauri e la valorizzazione

I restauri della facciata e dell’Oratorio, presentati alla città nel novembre 2019, hanno restituito leggibilità e splendore a uno dei luoghi più significativi del patrimonio storico reggiano.

Gli interventi hanno consentito il recupero delle cromie delle pareti, la valorizzazione delle decorazioni architettoniche e il restauro delle opere pittoriche, contribuendo a una più approfondita conoscenza della storia artistica e religiosa del complesso.

[show_more more= “Leggi tutto” less=”Riduci”]

Un ruolo importante nella tutela e nella valorizzazione dell’Omozzoli Parisetti è svolto dall’Associazione Amici Omozzoli Parisetti, costituita nel 2012, che promuove iniziative culturali, attività di studio e divulgazione dedicate alla conoscenza dell’edificio e del suo patrimonio.

[/show_more]

Lascia un commento